VASCO ROSSI ANNUNCIA IL SUO RITIRO DALLE SCENE


Gli ultimi concerti del Blasco sono stati di livello inferiore rispetto alle attese dei fans anche a causa del suo cattivo stato di salute.

“Mi dimetto da rockstar, continuerò a scrivere canzoni, ma dichiaro felicemente conclusa l’attività di 30 anni di rockstar»: ad affermarlo è Vasco Rossi, classe 1952, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 di ieri sera.

«Questa è l’ultima tournée. Magari farò dei concerti all’improvviso, ma uno a 60 anni non può più fare la rockstar…».

Avvisaglie di questa decisione, per molti non a sorpresa, c’erano state durante le ultime esibizioni live di Vasco, in particolare in quella del 22 giugno scorso a San Siro; Il Blasco, infatti, apparso appesantito, fuori forma e con una precaria salute, dovuta anche ad un fastidioso mal di schiena, si è presentato con un largo ritardo di più di un’ora e ha tagliato un bel numero di canzoni riducendo notevolmente la scaletta iniziale (gli organizzatori hanno fatto sapere che ciò si è reso necessario a causa delle limitazioni d’orario imposte dal comune di Milano).  Delusione anche per l’acustica ritenuta non all’altezza e per gli intermezzi che vedevano assente l’artista.

Il gruppo facebook del cantante, intanto, è stato preso letteralmente d’assalto da migliaia di fans che pregano il rocker di tornare indietro nella sua decisione.

Finisce, così, la straordinaria carriera del rocker di Zocca iniziata nel 1978 con l’album “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”  che conteneva pezzi  straordinari, come “La nostra relazione”, “Silvia”, “Jenny è pazza” e “Ciao”, che saranno seminali per la sua successiva produzione musicale.

Nella sua carriera ha pubblicato ben 25 album (16 in studio, 7 live e 2 raccolte ufficiali) e composto più di 160 canzoni oltre a numerosi testi e musiche per altri interpreti.

Indimenticabile la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1983 con il brano “Vita spericolata”. La canzone si piazzerà penultima in classifica  ma diventerà un classico della musica italiana e rappresenterà un vero e proprio inno generazionale:

“…. E poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al Roxy Bar, o forse non c’incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai ….”.

E di guai con la giustizia Vasco ne incontrerà parecchi in quegli anni, con l’arresto, con l’accusa di detenzione di cocaina che lo porterà a trascorrere 22 giorni in carcere e ricevere una condanna a due anni e otto mesi con la condizionale-

Da lì in poi la rinascita con l’album “Cosa succede in città” del 1985 e la definitiva consacrazione con il successivo “C’è chi dice no” del 1987, che resterà in classifica per ben 38 settimane di cui 12 in testa.

Percorrendo velocemente la carriera del Blasco troviamo altri due momenti  fondamentali della sua vita: il record assoluto di presenze  per un concerto live, ottenuto nel 1998 all’Heineken Jamming Festival di Imola, con oltre 130 mila persone, e la morte per overdose  di uno dei suoi più cari amici e collaboratori, Massimo Riva, avvenuta sempre in quell’anno.

Dal 2001 ad oggi assistiamo ad un Vasco Rossi molto più “mediatico”, intento a capitalizzare al massimo il suo successo di massa:  avremo, pertanto, un’eccessiva esposizione delle sue canzoni negli spot pubblicitari ed una lunga serie di raccolte o di album live.

L’ultimo lavoro “Vivere o niente” è saldamente primo in classifica da più di 11 settimane.

E’ recente, infine, anche la polemica a distanza con il collega Morgan (leggi l’articolo).

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