LENNY KRAVITZ: “IL RAZZISMO ESISTE ANCORA MA USO OTTIMISMO”


Sulla droga: ”Amy Whinehouse è l’esempio di chi la usa per mascherare un dolore profondo”

Roma, 19 set. (Adnkronos) – L’America post Obama “non è un luogo dove il razzismo è scomparso”, e sebbene la sua elezione sia stata un risultato straordinario “si sa che quando c’è un progresso quelli che sono contrari incominciano a farsi sentire”. E’ il tema forte del razzismo ad aver ispirato il titolo di ‘Black and White America’, l’ultimo album – il nono – di Lenny Kravitz, che l’artista sta promuovendo in questi giorni in Italia.

“E’ un qualcosa con cui faccio i conti da tutta la vita – ha detto il cantautore newyorkese – e non solo con quello tra bianchi e neri”. Il brano scritto da Kravitz che dà il titolo all’album è infatti la risposta ad un documentario che il cantante vide tempo fa sulla discriminazione negli Stati Uniti post Obama. “C’erano dei razzisti che raccontavano la loro scontentezza su come fosse diventata l’America – ha spiegato Kravitz- e che avrebbero voluto attivarsi per far tornare indietro le cose a com’erano cent’anni fa. Da lì, la mia reazione”.

Con un padre ebreo americano (Sy Kravitz, produttore discografico di origini ucraine) e madre originaria delle Bahamas, il piccolo Lenny fin da piccolo ha sofferto per la discriminazione. “Me ne accorsi a scuola, prima il mondo mi sembrava un posto dove tutti erano uguali”, ha rivelato.

New York negli anni Sessanta era una città tra le più progressiste, “eppure la gente non era pronta ad accettare una coppia mista come quella dei miei che passeggiava per strada” ha detto l’artista. “Hanno dovuto affrontare gli sguardi della gente – ha raccontato – ma sono abbastanza orgoglioso di come l’hanno fatto”.

L’album, che il cantante ha composto tra le Bahamas e Parigi, non è comunque incentrato solo su questo tema, che pure appare molto sentito dal poliedrico artista. “Sono molto eccitato all’idea che chiunque possa ascoltare la musica di ‘Black and white America’ – ha ammesso Lenny – perché dal punto di vista musicale e lirico, sento che questo è l’album più vario e ricco della mia carriera”.

Un lavoro che l’artista ha creato isolandosi dal mondo esterno per un lungo periodo. “Ho passato molto tempo da solo – ha rivelato Kravitz – perché avevo bisogno di riflettere ed affrontare alcune cose , come la morte di alcune persone della mia famiglia (la madre Roxie Roker, ndr), alcune paure. Nel silenzio, a contatto con la natura, giorno dopo giorno ho potuto rielaborarle ed un giorno mi sono svegliato ed ero felice come non mi capitava da tanto tempo: così è nato il brano ‘Life ain’t ever ben better than it is now”.

L’album, uscito il 30 agosto, è balzato direttamente ai vertici delle classifiche di tutto il mondo e ‘Stand’, il primo singolo estratto, si è confermato come uno dei più suonati anche dalle radio italiane. Dal rock al funk, fino ai riff coinvolgenti e ad un lirismo corale che da sempre caratterizza i suoi lavori discografici, le influenze nell’album spaziano dagli anni Sessanta ad oggi.

“Questo disco è una celebrazione – ha detto Kravitz – Chiunque lo ascolti, lo sente ed è travolto dallo spirito della musica”. L’emozione dominante, come ammette lo stesso artista, “è il sentimento di ottimismo, fede e speranza”. ”Questo mondo è impegnativo – ha detto l’artista – ma è grandioso quando in mezzo al caos si riesce a trovare la pace interiore. Scelgo di essere ottimista, anche di fornte a negatività e distruzione”.

Un insegnamento che Lenny Kravitz ha preso dalla madre Roxy, scomparsa tempo fa, alla quale l’artista era molto legato. “La cosa più importante che mi ha trasmesso – ha detto il cantante – è quella di essere sempre me stesso. Un principio semplice, ma per me molto importante”.

Parlando poi del binomio droga-musicisti, Kravitz ha dichiarato: “Se la droga può aiutare la creatività? Sì. E’ successo a tanti artisti? Sì. Ma se andiamo a vedere l’esperienza dei musicisti del passato vediamo che non ha portato nulla di buono alla loro carriera”. E’ “un cliché – ha spiegato l’artista – che esiste e per il quale molti giovani musicisti pensano che la loro musica possa migliorare con gli stupefacenti”.

Nel mondo della musica “la droga è ovunque – ha ammesso il cantante -. Dovunque io sia, in qualunque città, se la voglio posso averla in tre minuti, perché chi la vende sa benissimo che molti artisti, molte persone degli entourages musicali ne fanno uso, e se ne approfitta”.

“La droga – ha aggiunto Kravitz – è senz’altro distruttiva, soprattutto quando viene usata per mascherare un dolore profondo. Anche in Amy Whinehouse, ad esempio, c’era qualcosa di questo tipo, una grande sofferenza che è stata alla base di quanto le è successo”.

Lenny Kravitz ha chiuso la sua trasferta italiana con un concerto romano esclusivissimo nell’Auditorium multimediale di Rds alla Balduina.

Dopo l’apparizione nella semifinale di Miss Italia e l’incontro con la stampa in un albergo nel centro della Capitale, sul palco della sala di Rds con la sua band, l’artista newyorchese ha provato il suono con grande concentrazione prima dell’appuntamento serale per un pubblico di duecento persone, tra cui gli ascoltatori della Radio cha hanno vinto il concorso per la partecipazione all’evento.

Il concerto è stato preceduto un suggestivo collage video-musicale della carriera di Lenny Kravitz, dagli inizi all’ultimo album, inciso ad agosto. In scaletta brani del suo ultimo lavoro e del passato.

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