VASCO ROSSI, NONCICLOPEDIA E IL CORRETTO USO DEI SOCIAL NETWORK


Un gigantesco polverone mediatico si è scatenato a seguito della richiesta del rocker di Zocca di rimuovere una pagina a lui dedicata

La giornata di ieri, che ha visto il “social rocker” Vasco Rossi travolto da una valanga di critiche e d’insulti dal popolo della rete, a seguito della sua richiesta di rimozione di una pagina Nonciclopedia a lui dedicata, ha dimostrato, ancora una volta, come il mondo virtuale abbia cambiato, e letteralmente stravolto, il rapporto tra le star musicali ed il pubblico.

La comunicazione tra le parti in passato era unilaterale, avveniva prevalentemente attraverso l’utilizzo dei comunicati stampa ed i fan non avevano la minima possibilità di entrare in contatto con il proprio idolo musicale; ora, invece, grazie alla diffusione dei social network,  gli ammiratori (ma anche i denigratori, come in questo caso) di un cantante rappresentano la parte attiva di ogni discussione con conseguente imbarazzo da parte di chi gestisce l’immagine di quest’ultimo.

Capita, pertanto, che Facebook, che aveva visto il rocker di Zocca assoluto protagonista negli ultimi due mesi attraverso i suoi quotidiani “clippini”, si riveli un’arma a doppio taglio e che una notizia come quella di ieri, ossia la legittima richiesta di tutela della propria immagine, in apparenza banale, si trasformi in un clamoroso autogoal.

Il tam – tam della rete, infatti, ha creato un polverone mediatico tale da costringere i gestori del gruppo dedicato all’artista a sospendere temporaneamente le comunicazioni con gli utenti a causa dell’elevato numero di messaggi denigratori ed offensivi.

Gli insulti contro Vasco erano per lo più beceri, esulavano dal tema della discussione e si trasformavano, di fatto, in grezze scurrilità del tipo: “vecchio bavoso”, “ti sei scavato la fossa da solo”, “fallito tossicomane”, solo per citare i post più moderati.

Su quest’ultimo punto vale la pena consigliare agli utenti dei social network, soprattutto ai più giovani, una maggiore attenzione e disciplina relativamente ai commenti postati.

Facebook, infatti, non è una zona franca da ogni legge e non vorremmo che il caso di ieri sia usato per speculazioni di carattere politico volte ad imbrigliare la rete.

E’ importante sottolineare, a tal proposito, che in questi giorni il governo sta accelerando sulla vecchia proposta di Legge Alfano sulle intercettazioni contenente anche la norma ammazza-blog che prevede l’obbligo di rettifica a tutti i siti e blog sulla base della richiesta effettuata dai soggetti che si ritengono lesi nella reputazione.

(C.D. Thunder)

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