PIERO PELU’ E LA POLITICA: “IL BERLUSCONISMO COME IL FASCISMO”


“Non morirà mai, perché affonda le sue radici nel qualunquismo e nel volerlo mettere in culo al prossimo”

“Il berlusconismo come il fascismo non morirà mai, perché affonda le sue radici nel qualunquismo e nel volerlo mettere in culo al prossimo. E lo dico io, che sono un rockettaro, nella mancanza totale di rispetto delle regole”.

Piero Pelù, leader dei Litfiba, a Torino per partecipare agli Mtv Days, mette da parte per un istante la musica e racconta a LaPresse, senza troppi giri di parole, ciò che pensa dell’attuale situazione politica e italiana, e lo fa cominciando dal titolo con cui Il Giornale di ieri ha dato la notizia della vittoria dell’Italia nella semifinale degli europei contro la Germania (“Ciao ciao culona”, ha scritto il quotidiano di Sallusti in prima pagina, citando parzialmente Berlusconi, che in una telefonata avrebbe definito la cancelliera tedesca Angela Merkel “una culona inchiavabile”).

Quella battuta, spiega Pelù, “è la ragione per cui lei (Merkel, ndr) gli diede un calcio nei coglioni. Era chiaro che prima o poi sarebbe arrivata una vendetta di bassa lega”. “Purtroppo” questo atteggiamento “è come ci raccontavano Alberto Sordi e Totò nelle loro commedie all’italiana, fa un po’ parte del nostro essere italiani”.

Sui risultati del governo di Mario Monti, in termini di cambiamento culturale e dei costumi, la voce dei Litfiba spiega di non sapere “quanto durerà questa ondata moralizzatrice, ma di sicuro peggio di prima non può essere. Ora il personaggio Berlusconi sembra in declino, però resta il fatto che il berlusconismo rimane”.

“E’ anche vero però – dice ancora Pelù – che per le classi medio basse la vita è molto difficile oggi e io non riesco ad immaginarmi come potrà essere l’Italia tra due o tre anni, non riesco a fare una previsione di minima. Si tratta di essere consapevoli di quello che ci sta aspettando. E’ chiaro che questa crisi finirà, deve finire, è fisiologico, però nessuno sa dire quando”.

Parla di “ricorsi storici”, invece, Ghigo Renzulli, chitarrista e fondatore del gruppo fiorentino, che dice di non voler essere “negativo”, perché “la storia insegna, ci sono sempre stati periodi di malessere e periodi di benessere, periodi di costumi severi alternati a periodi di grossi libertinaggi, magari sono cicli di 20-30 anni”

(Fonte: LaPresse News)

 

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