MARKY RAMONE: “LA MIA VITA COI RAMONES”


L’unico sopravvissuto della band pubblica “Punk Rock Blitzkrieg: My Life as a Ramone”

MARKYMarky Ramone siede al “DBGB”, il ristorante chic che ha per chef Daniel Boulud e che  onora il leggendario rock club “CBGB”: «Qui hanno la mia salsa marinara preferita» dice l’icona del punk «Il Lower East Side ora è un posto come un altro. Lo chiamano progresso. Io dico che ha perso parte del suo fascino».

Marky pubblica oggi il suo memoir, intitolato “Punk Rock Blitzkrieg: My Life as a Ramone”, edito da “Touchstone”, storia dei Ramones raccontata dall’unico sopravvissuto, non tralasciando il periodo buio di dipendenza dall’alcol. La città in cui è cresciuto negli anni sessanta era piena di occasioni. Una volta, da ragazzino, si ritrovò seduto con Jimi Hendrix e Jim Morrison al tavolo del “Salvation”, locale del Greenwich Village: «Non avevo molto da dire. Li guardavo e li ascoltavo parlare di canzoni, ragazze, vari tipi di erba».

Nato Marc Bell, era figlio di uno scaricatore di porto e di un’insegnante. Batterista sin dalla nascita, usava tavoli, sedie, e cucchiaini come percussioni. Si metteva nei guai e non disdegnava risse a scuola con i professori, soprattutto se reduci dal Vietnam. La sua prima band, Dust, aprì il concerto di  Alice Cooper.

Nel 1977, durante il blackout di New York, provò a fare irruzione in una banca di Union Square, tirando sassi sulla vetrina. L’anno dopo si unì ai Ramones, subito partiti per il tour europeo di supporto a gruppi come Clash, i quali dovettero spiegare che i fan che sputavano sul palco e ricoprivano i musicisti di saliva in realtà lo facevano per apprezzamento, non per mancanza di rispetto.

Tornati negli States, nel 1979 finirono a fare un cameo nel film “Rock ’n’ Roll High School”. Marky ricorda che sul set i fan ricoprirono Dee Dee di erba, pasticche e altre droghe. Morì per overdose di eroina nel 2002. Marky ricorda anche Phil Spector che brandiva le armi in studio mentre si registrava “End of the Century”, gli insulti a Sting, che aveva criticato i vestiti dei Ramones, i litigi fra il chitarrista Johnny e il cantante Joey, i quali, dai primi anni Ottanta, avevano smesso di parlarsi ma continuavano a suonare insieme: «Non eravamo persone normali», spiega Marky.

Lui stesso, nel 1982, fu cacciato dal gruppo. Era sempre ubriaco, nascondeva le bottiglie di vodka nei secchi della spazzatura, una volta andò a sbattere con la Cadillac contro la vetrina di un negozio di mobili. Seguì un periodo in rehab. I Ramones diedero il bentornato al compagno sobrio nel 1987. Due anni dopo furono invitati a casa di Stephen King: «Johnny e Stephen dibattevano su Yankees-Red Sox, poi King diede a Dee Dee una copia del suo romanzo “Pet Sematary” e Dee Dee scrisse la canzone in meno di un’ora, nel seminterrato di Stephen King».

Joey si lavava poco e soffriva di un disordine ossessivo-compulsivo che lo portava a toccare gli oggetti ripetutamente e a salire e scendere in continuazione le scale. E’ morto per un linfoma nel 2001.

Johnny è descritto come un razzista, antisemita, sostenitore dei repubblicani, convinto che Ronald Reagan fosse un grande presidente e che Richard Nixon fosse stato ingiustamente rimosso dai liberali. Marky continua a portare in giro il repertorio dei Ramones ma confessa che gli mancano i suoi compagni: «Darei qualsiasi cosa per farli essere ancora qui. Eravamo fratelli».

(tratto da: http://nypost.com)

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